Breve biografia tratta da RISM.

«Ordonez, Ordeniz, Ordenitz, Ordoneez, Ordonetz, Ordonnez, Ordonitz, Ordoniz, (Johann) Carlo d’, Karl von (Rochus).

Nato il 16 ag. 1734 a Vienna, deceduto nel sett. 1786 Vienna. Compositore e violinista, O. era il figlio del Luogotenente della Fanteria ed ex proprietario della tenuta di Nové Zámky, Johann Baptist Christoph von Ordonez, e sua moglie Donna Anna Maria Teresa. Sulla sua educazione musicale nulla è dato sapere. Le prime due Sinfonie e il primo Balletto, risalenti al 1750, sono sopravvissuti presso il Benediktinerabtei Musikarchiv di Göttweig. O. fu retribuito come assistente prima (1758), come cancelliere in seguito (1780), dalla Corte regionale della bassa Austria, con un salario di 1000 gulden; dal 1760, fu attivo come un valente violinista, probabilmente anche come violista. Attorno agli anni ‘70, O. ha lavorato in ambienti aristocratici e nella Camera di musica reale, probabilmente in collaborazione con il barone G. van Swieten. I suoi lavori furono anche eseguiti nella camera privata di musica di Giuseppe II. Charles Burney ricorda come il 4 settembre 1772, in casa dell’ambasciatore Britannico a Vienna Lord Stormont,

«il delizioso concerto vocale fu interrotto da qualche eccellente quartetto di Haydn [op. 17, 20?], eseguiti con tutta la perfezione possibile. M. Startzler suonava il primo violino; suonò l’adagio con sentimento e con espressione poco comune. Il secondo violino era suonato da M. Ordonetz. Il conte di Brühl [Alois Friedrich, figlio del ministro della Sassonia], suonava l’alto (viola), e Weigel [J. F. Weigl], un eccellente professore di violoncello, suonava il basso […]».   

O. fu membro della Tonkünstler-Societät (Società dei musicisti dal 1771), e iscritto nella loggia massonica “alle tre Aquile”. Nel 1777 pubblicò a stampa i suoi sei Quartetti Op. 1 e la sua Sinfonia in C, presso Guera di Lione e, nel marzo del medesimo anno fu eseguita una sua Sinfonia nell’ambito dei concerti della Tonkünstler Societät. Nel giugno 1779 nei Wienerische Diarium è segnalata l’esecuzione di una sua Serenata per 31 fiati in due cori in occasione dei fuochi artificiali del monumento alla pace. Nel 1784 ha diretto i secondi violini nell’esecuzione de Il ritorno di Tobia di J. Haydn. Dopo la morte della moglie Johanna, nel 1780, non è più documentata alcuna attività compositiva. Nel 1783 fu pensionato per motivi di salute e nel 1784 lasciò la società dei musicisti; morì di tubercolosi nel 1786, in povere condizioni.

Lavori (informazioni dettagliate secondo P. Brown 1978, s. Lit.)

– Musica Vocale

  • Alceste (Karl von Pauersbach), Opera per marionette in tre atti (30 agosto 1775 castello di Esterháza), H-Bn, Libretti A-Wn;
  • Diesmal hat der Mann den Willen! (Johann Friedrich Schmidt), Singspiel (22 aprile 1778 Vienna Burgtheater), A-Wn (solo 5 dei previsti 20 numeri, parti e partitura?), Libretto A-Wn, Us-Nyp, US-Wc;
  • Deralte wienerische Tandelmarkt, Kant. (1779), libretto A-Wst.

– Musica Strumentale

Musica strumentale e concerti manoscritti:

  • 74 sinfonie (2 dubbiose);
  • Concerto in D-DUr per V., orchestra d’Archi, 2 Ob. e 2 Cor., A-Wn;
  • 12 Minuetti per V. e B., A-Wgm;
  • Balletto (3 atti) per orchestra d’Archi, 2 Fl., 2 Ob., 2 Fg. e 2 Cor., A-GÖ;
  • 6 Divertimenti;
  • Serenata per 31 Fiati (annunciata in Wienerische Diarium49, 1779, Appendice);
  • Pantomima per 2 V., 2 Vla., B., 2 Fl., 2 Ob., 2 Fag., 2 Cor. (1758), A-GÖ;

Musica strumentale fatta stampare:

  • sinfonia periodiqueNr. 26, Paris 1764;
  • Symphonies […] del signor Dune & Ordonez, Paris 1769;
  • Sinfonia C-Dur, Lyon 1777;

– Musica da camera e solista manoscritta.

  • Sonata per V. e Bass, A-Wgm;
  • Trii per 2 V. e Bass, A-M, B-Bc; CZ-Pnm, D-B, I-Gl;
  • 2 Trii per V., Vla., Bass., A-Wgm;
  • Trio per Vla. Solo, V. e Vlc., A-Wgm;
  • 28 quartetti d’archi, A-GÖ, A-LA, A-M, A-Wgm, CZ-Bm, CZ-K, CZ-Pnm, D-B, GB-Lbl, GB-Lcm, H-Bn, H-KE, I-Gl;
  • Quintetto per 2 V., 2 Vla. E Bas., A-Wn;
  • Quintetto per V. Vla., Bas. e 2 Cor., A-GÖ, A-Wgm, B.Bc;
  • Sestetto per 2 V. Vla., Bas. e 2 Cor., D-HR;
  • Ottetto per 2 Ob., 2 Cor. Ingl., 2 Cor., “ Fag., CZ-K

– Musica da camera e solista fatta stampare:

  • Sei Quartetti op. 1 Lyon 1777;
  • [3] Cassatione per V., Vla., Bas. e 2 Cor., Paris 1768.

Assieme a F. L. Gassmann, A. Salieri, C. Ditters, J. K: Vanhal, L. Hofmann e G. Chr. Wagensail, O. appartiene ai più importanti rappresentanti dello stile classico viennese. Dei suoi lavori, che principalmente sono sopravvissuti in copie manoscritte negli archivi del territorio dell’ex monarchia austro ungarica, di Stoccolma e di Londra (e oggi di Modena), sono particolarmente importanti soprattutto le Sinfonie e i Quartetti. Una sinfonia (in la magg.) è stata anche attribuita a J. Haydn. Le sinfonie, accanto agli archi, contano a volte con i fiati (Ob., Cor., Tr.), in prevalenza con una suddivisione in tre tempi. Solo pochi lavori sono ampliati attraverso un quarto movimento di Minuetto e Trio. Almeno tre delle sue sinfonie, tra cui una Sinfonia Solenne in sette movimenti, sono state eseguite anche in ambiente liturgico [si tratta quasi sicuramente della sinfonia Solenne il cui unico manoscritto oggi conosciuto è presente presso il fondo Luchesi della Biblioteca Estense di Modena (I-MOeu), catalogato Mus. D. 292]. Le tensioni omofoniche dello stile orchestrale con elementi galanti e l’uso di strumenti concertanti portano in una direzione stilistica, quella che fu stabilita attorno al 1720 a Vienna nei lavori di A. Caldara, J. Fux o G. Porsile. Il concerto per violino è uno delle rare composizioni per questo strumento all’epoca in Austria [una fonte strumentale, scritta dal copista Schmutzer, si trova nella collezione della Österreichisches Nationalbibliothek di Vienna A-Wn S. m. 11090). I quartetti d’archi, di solito in quattro movimenti con una parte lenta all’inizio e degli episodi fugati come seconda o quarta parte e un minuetto come terzo movimento, contano su belle melodie e linee compositive aggraziate; essi appartengono al gruppo dei quartetti fugati viennesi favoriti dalla corte imperiale. La musica sacra attribuitagli è quasi tutta scomparsa; RISM segnala però l’esistenza del Mottetto per voce di basso Armata sum in campo, in la magg., con testo in latino, custodito presso al collezione dell’Archiv des Bistums di Passau, (D-Po, Orodnez 1, 1760 ca. – RISM ID no: 456002988); il medesimo brano, con testo in italiano, è però attribuito anche a Giuseppe Torti nella collezione del Benediktinerstift Musikarchiv di Lambach (A-LA 1906, 1750-1799 – RISM ID no: 1001023581)».

Breve biografia in francese.

 

 

Venezia, il Conte Durazzo e la musica di C. d’Ordonez. Il ruolo della bottega di copisti del Gruppo B.

Nel catalogo tematico dell’opera attribuita a O., curato da A. P. Brown  [Carlo d’Ordonez 1734-1786. A Thematic Catalogue, Information Coordinations, 1978], sono identificati due gruppi di copisti particolarmente attivi nella divulgazione in forma manoscritta della musica del nobile austriaco.

Il primo gruppo, che svolse un ruolo importante nella circolazione delle sinfonie attribuite a O., oltre che a J. Haydn, F. A. Miça, L. Hofmann,  J. C. Bach, T. Huber e A. Luchesi, ma anche di 6 divertimenti attribuiti a J. Vanhal, annovera diversi copisti professionisti le cui grafie sono riportate in alcuni esempi nelle appendici del catalogo. Detti copisti, esaminati in seguito, sono classificati come appartenenti alla bottega Gruppo A, ovvero una «Bottega di copia professionale viennese che include il Copista Viennese No.2 identificato da [H. C. Robbins] London». Se la nazionalità dei copisti non sembra suscitare dubbio alcuno, il luogo in cui esercitarono la loro attività pare controverso, esistendo elementi per ritenere che dal 1765 al 1774, la più parte di essi possa essere stata presente in Italia, plausibilmente a Venezia, al seguito dell’ambasciatore cesareo conte Giacomo Durazzo.

Il secondo gruppo di copisti professionisti, identificato come bottega del Gruppo B, è descritto come costituito da «copisti professionisti italiani operanti assieme a Vienna o nel nord Italia». Una fonte dei quartetti Op. 9 attribuiti a J. Haydn, presente presso la Biblioteca Nazionale Marciana, copiata sicuramente a Venezia per i patrizi Canal [I-VEbnm It IV 1271 (11153)], sembra in grado di assicurare come la bottega del Gruppo B sia sita proprio nella città lagunare. La fonte è, infatti, scritta da quello che A. P. Brown identifica come Copyist 6, l’autore di almeno un frontespizio della fonte dei sei Trii, intitolati VI Sonate, attribuiti a O., oggi custoditi presso la collezione della Biblioteca del conservatorio N. Paganini di Genova (I-Gi (l) M.4.28.23/25). La fonte della sinfonia BroO I:C9, presente presso la medesima biblioteca [I-Gi (l) SS.A.2.12. (H.7)], realizzata nella bottega del Gruppo B, rafforza questa tesi; essa è scritta in carta marcata con filigrana GR_DG, della ditta Giuseppe Remondini e Domenico Gnatto, una cartiera sita a Vas di Bassano la cui produzione pare lecitamente essere stata orientata a un mercato locale, soprattutto connesso agli usi di cancelleria e all’industria editoriale.    

Grafia di Copyist 6, responsabile della duplicazione dei quartetti di J. Haydn Op. 9 per i patrizi veneziani Canal, presenti nella collezione della Biblioteca Nazionale Marciana.

Grafia di Copyist 6, responsabile della duplicazione dei trii di C. d’Ordonez, presenti nella collezione del conservatorio N. Paganini di Genova.

Gli elementi evidenziati rendono plausibile situare la bottega del Gruppo B nel nord Italia, non a Vienna. Si tratterebbe pertanto di copisti Italiani operanti, verosimilmente, a Venezia cui si potrebbe essere rivolto il Conte Durazzo, l’ambasciatore cesareo residente, per divulgare le composizioni attribuite a O. Le considerazioni esposte rendono lecito ritenere come le fonti delle sinfonie, quartetti e trii copiati nella bottega del Gruppo B, intestate all’impiegato della corte e violinista dilettante O., ma anche a J. Haydn, abbiano tutte origini veneziane. Venezia è pertanto sicuramente un centro di diffusione importantissimo per la musica di O. in cui, verosimilmente per interessamento del Conte Durazzo, giunsero le fonti originali, poi duplicate, di:

  • sinfonia in C-Dur – BroO. C9, presente presso le collezioni di CZ-Mms, CZ-Pnm e
    • I-Gi (l) SS.A.2.12. (H. 7) – Biblioteca conservatorio N. Paganini di Genova, scritta in carta Giuseppe Remondini e Domenico Gnatto (GR_DG), nella bottega del Gruppo B.
  • sinfonia in Eb-Dur – BroO. Eb3, presente presso le collezioni di B-Bc, CZ-Mms, CZ-Pnm e
    • I-Gi (l) SS.A.2.12. (H. 7) – Biblioteca conservatorio N. Paganini di Genova, scritta in carta Pietro e Giuseppe Girardi (GPG),nella bottega del Gruppo B, databile 1767-73 ca..
  • sinfonia in Eb-Dur – BroO. Eb4, presente presso le collezioni di
    • CZ-Pnm XXXIV B 176 – Narodni Muzeum di Praga, collezione Waldstein del castello di Doksy, copiata nella bottega del Gruppo A;
    • CZ-Pnm XXXIV A 343 – Narodni Muzeum di Praga, collezione del monastero cistercense di Osek, copiata nella bottega del Gruppo A;
    • CZ-Pnm XXII E 7 – Narodni Muzeum di Praga, collezione di J. Pachta, copiata nella bottega del Gruppo A;
    • I-Gi (l) SS.A.2.12. (H. 7) – Biblioteca conservatorio N. Paganini di Genova, scritta in carta Pietro e Giuseppe Girardi (GPG), nella bottega del Gruppo B, databile 1767-73 ca..
  • sinfonia in E-Dur – BroO. E1, presente presso le collezioni di CZ-Pnm e
    • I-Gi (l) SS.A.2.12. (H. 7) – Biblioteca conservatorio N. Paganini di Genova, scritta in carta Pietro e Giuseppe Girardi (GPG), nella bottega del Gruppo B, databile 1767-73 ca..
  • sinfonia in F-Dur – BroO. F1, presente presso le collezioni di CZ-Pnm e
    • I-Gi (l) SS.A.2.12. (H. 7) – Biblioteca conservatorio N. Paganini di Genova, scritta in carta Pietro e Giuseppe Girardi (GPG), nella bottega del Gruppo B, databile 1767-73 ca.;
    • I-MOeu Mus. D.291 – Biblioteca estense Universitaria di Modena, scritta in carta ALLENMODEPAPIER, nella bottega del Gruppo A, segnata «Ima».
  • sinfonia in G-Dur – BroO. G5, presente solo presso le collezioni di
    • I-Gi (l) SS.A.2.12. (H. 7) – Biblioteca conservatorio N. Paganini di Genova, scritta in carta Pietro e Giuseppe Girardi (GPG), nella bottega del Gruppo B, databile 1767-73 ca.;
    • I-MOeu Mus. D.282 – Biblioteca estense Universitaria di Modena, scritta in carta ALLENMODEPAPIER, nella bottega del Gruppo A, segnata «3:tia».
  • sinfonia in A-Dur – BroO. A6, presente presso le collezioni di A-Gö e
    • CZ-Krm IV A 232 – Castello di Kromeriz, collezione del vescovo di Olomouc, scritta in carta ALLENMODEPAPIER, copiata nella bottega del Gruppo A;
    • CZ-Pnm XXII E 6 – Narodni Muzeum di Praga, collezione di J. Pachta, scritta in carta ADLERIPP, copiata nella bottega del Gruppo A;
    • I-Gi (l) SS.A.2.12. (H. 7) – Biblioteca conservatorio N. Paganini di Genova, scritta in carta Pietro e Giuseppe Girardi (GPG), nella bottega del Gruppo B, databile 1767-73 ca.;
    • I-MOeu Mus. D.293 – Biblioteca estense Universitaria di Modena, scritta in carta ALLENMODEPAPIER, nella bottega del Gruppo A.

Nella bottega del Gruppo B giunsero anche le fonti originali, poi duplicate, dei quartetti di O., ovvero 

  • Quartetto in Bb-Dur – BroO. III Bb3, presente presso le collezioni di D-ddr-Bds e;
    • GB-Lcm MS733 – collezione Solomons di Londra, scritta in carta Andrea Mafizzoli (AM), databile post 1773;
    • I-VEcbm LSM 69/2, non segnalato da A. P. Brown – collezione Liceo e Società Musicale del conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, scritto in carta Vicenzo Vicario (W), nella bottega del Gruppo B, databile post 1775;
  • Quartetti Op. 1 in A, F, C, Eb, Bb, G-Dur – BroO. III A1, F3, C4, Eb2, Bb1, G1 presente anche le collezioni di A-Gö, LA, Wgm, CZ-Bm, K, Pnm, H-KE e presso 
    • GB-Lcm MS733 – collezione Solomons di Londra, scritta in carta Andrea Mafizzoli (AM), databile post 1773;
    • H-Bn Ms. mus.IV 426/1-4 – Országos Széchényi Könyvtár di Budapest, dal titolo inequivocabilmente italiano  IV Sonate, scritta in carta Vicenzo Vicario (W), nella bottega del Gruppo B, databile 1770-75 ca.;
    • I-VEcbm LSM 69/2, non segnalato da A. P. Brown – collezione Liceo e Società Musicale del conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, scritta in carta Valentino Galvani (VG), nella bottega del Gruppo B, databile post 1785, forse post 1790;
  • Quartetti Op. 2 in Bb, D, C, A, F, G-Dur – BroO. III Bb2, D4, C3, A3, F5 ,G5 presente anche le collezioni di A-Gö, M, Wgm, Wn CZ-Bm, Pnm, D-ddr-Bds, H-KE e presso 
    • GB-Lbm ADD 32.396 f.46-74 – collezione Zoeller, frontespizio disperso, scritta in carta AH (EISLER o HEILIG?), forse NIC HEISLER (?),  databile post 1773;
    • GB-Lcm MS733 – collezione Solomons di Londra, scritta in carta Andrea Mafizzoli (AM), databile post 1773;
    • I-Gi (l) SS.A.1.9. (G. 7) – Biblioteca conservatorio N. Paganini di Genova, dal titolo inequivocabilmente italiano  IV Sonate, scritta nella bottega del Gruppo B;
    • I-VEcbm LSM 69/2, non segnalato da A. P. Brown – collezione Liceo e Società Musicale del conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, scritta nella bottega del Gruppo B;

Sempre nella medesima bottega giunsero anche le fonti originali, poi duplicate, dei Trii di O., ovvero

  • 6 Trii in C, F, Eb, G, D, A-Dur – BroO. V C1, F3, Eb3, G1, D2, A2, presenti, secondo A. P. Brown nelle sole collezioni di 
    • I-Gi (l) M.4.28.23/25 – Biblioteca conservatorio N. Paganini di Genova, dal titolo inequivocabilmente italiano  IV Sonate, scritto in carta Vivendo Vicario (W), nella bottega del Gruppo B, databile  1767-73;
    • I-VEcbm LSM 69/4, non segnalato da A. P. Brown – collezione Liceo e Società Musicale del conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, dal titolo inequivocabilmente italiano  IV Sonate, scritte nella bottega del Gruppo B, databile 1775-81.

Se le sinfonie, i quartetti e i trii attribuiti a O. dimostrano un forte collegamento con la città di Venezia, le fonti genovesi sembrano indicare proprio nel Conte Giacomo Durazzo il referente veneziano della musica di O. e il possessore delle fonti originali duplicate per i parenti o i nobili genovesi.

Le fonti dei quartetti presenti nelle collezioni di Londra, appartenuti a J. P. Solomon e la fonte della collezione Zoeller, scritta, probabilmente, in carta NIC HEISLER, sembrano invece collegare la musica di O. alla corte di Bonn; il fondo Solomon, potrebbe portare addirittura a configurare un collegamento diretto con Andrea Luchesi, legato al violinista da un rapporto epistolare di cui sopravvivono solo poche lettere. Questo legame con l’ambiente musicale di Bonn sembra trovare conferma nel catalogo anepigrafo storico 53.I, giunto presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena, che descrive la collezione della cappella elettorale fino al 1792. Il catalogo dimostra, infatti, come fino a quella data fossero presenti in cappella le fonti intestate a O. di: 

  • 31 sinfonie di cui 27 giunte a Modena;
  • 1 cassazione quintetto probabilmente BroO III:F1, dispersa;
  • 18 quartetti, tutti dispersi;
  • 16 quartetti, tutti dispersi;

Queste poche informazioni suggeriscono un concreto legame tra la cappella di Bonn, il suo Kapellmeister Andrea Luchesi e l’attività compositiva di O.. Presso la Biblioteca Estense Universitaria, provenienti dall’archivio della cappella elettorale di Bonn, custodite in quello che è definito il Fondo Luchesi, sono oggi presenti 27 fonti di sinfonie attribuite a O. Detti testimoni sembrano in grado di chiarire le ragioni per cui la musica di O. fosse così legata a Venezia e alla cappella di Bonn e, nel contempo, sollevano il concreto sospetto di un accordo, stipulato con l’intermediazione del Conte Durazzo, tra il cedente Andrea Luchesi e l’acquirente Carlo d’Ordonez, volto alla cessione di musica con diritto di intestazione.

 

Il conte Rosemberg-Orsini, il conte Durazzo e il ruolo dei copisti di musica: la bottega del Gruppo A.

Nel Fondo Luchesi sono oggi custodite 27 fonti delle sinfonie di O. che possono essere divise in quattro gruppi, in base ai copisti che le scrivono:

1 sinfonia BroO. I:Bb 6, databile ante 1765, unica fonte copiata dall’amanuense; 

 20 sinfonie copiate dai copisti della bottega del Gruppo A, databili 1765-74 ca., autori degli unici manoscritti segnalati da A. P. Brown di BRoO I: G 8, A 4, D 5 (I-MOeu Mus. D. 295, 281, 292), e delle fonti più importanti delle sinfonie BRoO I: C 5, D 9 e F 1, (I-MOeu Mus. D.280, 284, 291, copie locali solo presso la collezione del Narodní Muzeum di Praga)

1 sinfonia BRoO I:C2; 

6 sinfonie copiate dal copista professionista viennese “Schmutzer”, le uniche fonti strumentali conosciute delle sinfonie in do magg., re magg., mimagg., fa magg., sol magg., la magg., (I-MOeu Mus. E. 169-174). Si tratta, probabilmente, delle ultime sinfonie intestate a O. prima dell’abbandono dell’attività compositiva, forse possibile causa del suo dissesto economico e della sua morte in miseria. 

 

  • Le fonti della sinfonia BroO. I:Bb 6 (in sib magg. per due violini, due viole e basso, Mus. D. 294), sembrano in grado di raccontare  la genesi del rapporto commerciale tra Luchesi e O. Il testimone raggruppa due serie di parti strumentali scritte da tre copisti diversi in due momenti diversi.

La prima serie di parti è opera di copista ignoto che si serve di carte veneziane della ditta Fratelli Vezzoli, prodotte nella cartiera dei Fratelli Pilati (FV P). Documenti d’archivio, relativi ad un passaggio dei Fratelli Pilati da cartai della ditta Antonio seguito di Toscolano tra il 1755 al 1759-60, a quella dei Fratelli Vezzoli di Toscolano nel 1760 ca., suggeriscono come questa carta sia stata prodotta nel triennio 1760-62 (forse 1761-63). In base ad un uso normale della carta di sei/sette anni dalla data d’inizio produzione, la datazione della fonte copiata da copista ignoto sarebbe 1760 ca.-1767. La grafia di copista ignoto, osservata per ora solamente in fonti di composizioni di L. Hofmann (attribuita inizialmente a J. K. Vanhal), J. Haydn, J. C. Bach, permette di escludere che appartenga alla bottega del Gruppo A. Verso la fine del 1764, proprio i copisti della citata bottega sembrano aver  sostituito copista ignoto nell’attività di duplicazione delle fonti dei compositori menzionati. Poiché nel settembre 1764 l’ambasciatore cesareo conte Filippo di Rosenberg-Orsini lasciò Venezia per essere sostituito nel suo incarico dal conte Giacomo Durazzo e, poiché tale partenza sembra coincidere con la scomparsa della grafia di copista ignoto, sembra plausibile collegare questi due avvenimenti; il copista, che sarà chiamato Rosemberg 1, sembra verosimilmente far parte del seguito del conte Rosenberg-Orsini e interrompere ogni attività di copia alla partenza dell’ambasciatore. Queste considerazioni sembrano legittimare una datazione della prima serie di parti 1761- settembre 1764. 

Grafia del copista di BroO I:Bb 6.

Carte della ditta Fratelli Vezzoli di Toscolono, prodotte nel triennio 1760ca-62/63, nella cartiera diretta dai Fratelli Pilati.

  

Le carte menzionate non sono segnalate né da A. Tyson nel suo studio sulle partiture autografe di Mozart (consultabile online attraverso il portale NMA), né tra le filigrane disegnate e fotografate dai responsabili del progetto di catalogazione delle fonti manoscritte appartenenti alla collezione dei conti Clam Gallas (Narodní Muzeum di Praga, consultabile online tramite il portale RISM). Sono aspetti che sembrano lecitamente datare i manoscritti vergati in carta FV-P del primo tipo (triennio 1760ca-62/63), tra il 1761 e il 1766. 

La seconda serie di parti è scritta da due copisti appartenenti alla bottega dal Gruppo A (A. P. Brown, Carlo d’Ordonez 1734-1786. A Thematic Catalogue, Information Coordinations, 1978, pp. 199-200, riferisce quelle che sembrano due grafie distinte al medesimo copista, definito «Copiyst 5»); essi utilizzano carta probabilmente austriaca, marcata con filigrana ADLER IPP (senza alcuna contromarca apparente), che pare essere databile 1765-1771 o anteriore.

La presenza di due fonti distinte e, nel contempo, parte dello stesso Fondo Luchesi, sembra suffragare una provenienza che difficilmente potrebbe legarsi ad un acquisto, dato che non avrebbe avuto senso spendere soldi per possedere la medesima composizione. Sembra perciò lecito ritenere che prima che il conte Rosemberg Orsini lasciasse Venezia nel settembre 1764, Luchesi abbia richiesto copia dei lavori intestati ai musicisti austriaci con l’intercessione dell’ambasciatore. Le ragioni di detta richiesta sembrano risiedere ragionevolmente nella necessità di sapere a chi fossero state intestate, per evitare pasticci, e forse nel desiderio di avere una copia da inserire nel proprio archivio. Sembrano queste le ragioni per cui oggi il fondo Luchesi annovera un gruppo di manoscritti copiati da Rosemberg 1. Il conte accondiscese alla richiesta di Luchesi e incaricò il proprio copista di duplicare le composizioni intestate, sotto il suo mandato e la sua intercessione a J. Haydn, J. C. Bach, L. Hofmann/J. K. Vanhal e C. d’Ordonez.

Dal settembre 1764, insediatosi a Venezia in qualità di ambasciatore il conte Giacomo Durazzo, sarà la volta dei copisti della bottega del gruppo A. Le carte veneziane di cui si avvarranno, prodotte nei trienni 1763-65 o 1764-66, raramente associate con pochi fogli prodotti nei trienni precedenti, sembrano confermare la fine del 1764 come inizio dell’attività di copia.

  • La sinfonia BroO I:C10 (sinfonia in sib magg. per due violini, due oboi, due corni, due clarini e timpani per coro I, due clarini e timpani per coro II, viola e basso, Mus. D. 298), sembra lecitamente essere il successivo lavoro ceduto a O.

La fonte è copiata  da quelli che A. P. Brown definisce «Copyist 2» (identificato da H. C. Robbins Landon come N° 2, e rispondente al nome di F. Pichelberger, copista e fagottista viennese), «Copyist 3» e dal responsabile dei duplicati degli archi, Ignoto, sicuramente appartenente alla bottega. Le carte veneziane utilizzate per copiare il manoscritto sono quelle prodotte dalle ditte Antonio Seguito, nella cartiera diretta dal cartaio Pietro Maffizoli (AS-M – triennio 1764-66), Fratelli Andriolo e Compagni (FCA – triennio 1764-66 o precedente), e Fratelli Vezzoli nella cartiera diretta dai cartai Fratelli Pilati (FV-P – triennio 1763ca.-65/66). La fonte è scritta principalmente in carta AS-M (identificata da A. Tyson come Wasserzeiken 9 sulla base degli autografi mozartiani, datati Vienna 1768), integrata con pochissimi bifoli di carta FCA (fascicolo di basso) e FV-P per i duplicati degli archi (copiati da Ignoto).

Carte della ditta Antonio Seguito di Toscolono, prodotte nel triennio 1764-66, nella cartiera diretta daPietro Maffizoli.

  

Carta della ditta Fratelli Andrioli e Compagni di Toscolano, prodotta nel triennio 1764-66 o precedente.

Carte della ditta Fratelli Vezzoli di Toscolono, prodotte nel triennio 1763 ca.-65/66, nella cartiera diretta dai Fratelli Pilati.

Il confronto con la fonte modenese di Hob. I:13 (Mus. D.142), la prima sinfonia di Haydn copiata nella bottega del gruppo A, evidenzia come anche questa sia realizzata «Copyist 2» (identificato da H. C. Robbins Landon come N° 2, e rispondente al nome di Pichelberger, copista e fagottista viennese), assieme a «Copyist 1» e al medesimo responsabile dei duplicati degli archi, Ignoto. Le carte veneziane utilizzate per copiare il manoscritto sono quelle prodotte dalle ditte Antonio Seguito, nella cartiera diretta dal cartaio Pietro Maffizoli (AS-M – triennio 1764-66), e Fratelli Andriolo e Compagni (FCA – triennio 1764-66 o precedente). La fonte è scritta principalmente in carta AS-M integrata con solo due bifoli di carta FCA usata nel fascicolo di basso e nei duplicati degli archi.

Parte di Traverso Concerto, cc. 1r., e primo Movimento All. Molto, cc. 1v., della sinfonia Hob. I:13 – Mus. D.142, copiata da Copyist 2.

Parte di Tÿmpani del primo Movimento All. Molto della sinfonia Hob. I:13 – Mus. D.142, copiata da Copyist 1.

Le fonti delle sinfonie BroO I:C10 e Hob. I:13, anticamente presenti presso la cappella di Bonn, oggi alla Biblioteca Estense Universitaria di Modena, sono copiate nella stessa bottega, da alcuni copisti comuni, utilizzando le medesime carte. Detti aspetti suffragano l’ipotesi di manoscritti coevi, o copiati in momenti vicinissimi, e una plausibile provenienza dal medesimo compositore (coeva a queste due fonti sono anche Mus. D.145 e 144, parti strumentali di Hob. I:22 e 31). Il medesimo compositore sembra poi aver avuto concreti contatti con la bottega di copisti del Gruppo A, autori delle fonti modenesi delle composizioni di:

    1. Bach, J. C., sinfonia in C-Dur – WarB YC14, Mus. D.16 (attribuita anche a J. Haydn e F. A. Miça. Vedi RISM ID no.: 600171550);
    2. Bach, J. C., sinfonia in G-Dur – WarB C13, Mus. D.17;
    3. Bach, J. C., sinfonia La Giulia in D-Dur – WarB G22, Mus. D.18;
    4. Bach, J. C., sinfonia in G-Dur – TerB 273/5, Mus. D.19;
    5. Bach, J. C., sinfonia in D-Dur – WarB G2, Mus. D.20;
    6. Haydn, J., sinfonia in D-Dur – Hob. I:13, Mus. D.142;
    7. Haydn, J., sinfonia in -Dur – Hob. I:22, Mus. D.145;
    8. Haydn, J., sinfonia in -Dur – Hob. I:24, Mus. D.150;
    9. Haydn, J., sinfonia in -Dur – Hob. I:31, Mus. D.143;
    10. Haydn, J., sinfonia in D-Dur Hob. I:35, Mus. D.144;
    11. Hofmann, L., sinfonia in Bb-Dur – KimH. Bb2, [I-MOeu Mus. D.179, tra le fonte più antiche con quella della collezione Clam Gallas del Národní Muzum di Praga, proveniente dalla bottega del Gruppo A, con nuovo frontespizio scritto dal copista R:Z:sul fascicolo di basso, fonte databile 1767-70 ca., presente anche nelle collezioni di Chorherrestift di Vorau (A-VOR, 1790-1799 ca. con clarini aggiunti posteriormente – RISM ID. no: 600055402), Hofbibliothek und Zentralbibliothek di Regensburg (D-Rtt, 1770 ca. – RISM ID. no: 450009787), Narodní Muzeum di Praga (CZ-Pnm, 1767-70 ca. – RISM ID. no: 551006445)];
    12. Hofmann, L., sinfonia in Bb-Dur – KimH. Bb3, Mus. D.180 (la mano che copia i fascicoli di violini e viola è la stessa che realizza le copie delle sinfonie di Andrea Luchesi oggi al Národní Muzeum di Praga, (collezione Waldstein – Castello di Doksy –1773 ca.). Sembrerebbe la prova che i contatti tra il conte G. Durazzo, A. Luchesi (a Bonn) e i copisti del gruppo A proseguirono sicuramente fino al 1773 , probabilmente fino al 1774, quando il musicista accettò il posto vacante di Kapellmeister della cappella elettorale di Bonn);
    13. Hofmann, L., sinfonia in Bb-Dur – KimH. Bb6, Mus. D.197;
    14. Hofmann, L., sinfonia in Eb-Dur – KimH. Eb1 [Mus. D.185 proveniente dalla bottega dei Gruppo A, fonte scritta in carta veneziana della ditta Antonio Seguito di Toscolano (AS-M – triennio 1764-67), Valentino Galvani di Pordenone (VG – triennio 1770-72, solo parte di basso, aggiunta posteriormente), e carta austriaca FCP corona, segnata nel fascicolo di oboe II «li 28 sing [!]770», fonte databile 1770 ca., presente anche nelle collezioni di Hofbibliothek und Zentralbibliothek di Regensburg (D-Rtt, 1780 ca. – RISM ID. no: 450009790), Narodní Muzeum di Praga (CZ-Pnm, ? – RISM ID. no: 550031708), Fürst zu Hohenlohe archiv di Bartenstein (D-BAR, 1780 ca. – RISM ID. no: 450001369), Klasztor OO. Paulinow Jasna Góra di Czestochowa (PL-CZ, 1790-1800 ca. – RISM ID. no: 300000482), Musikarchiv der Fürsen Woldburg-Wolfegg Waldsee (D-WWW, 1780 ca. – RISM ID. no: 454000253)];;
    15. Hofmann, L., sinfonia in Eb-Dur – KimH. deest [I-MOeu Mus. D.186, non segnalata da RISM, proveniente dalla bottega dei Gruppo A, copiata da Copyist 2 alias N°2 – F. Pichelberger – Copyist 3 e un altro copista la cui grafia si ritrova nelle fonti delle sinfonie di Luchesi, copiate per i conte Waldstein del castello di Doksy, in carta Carlo Samuelli e Compagni (CCS-M – triennio 1767-69, prodotta nella cartiera diretta dal cartaio P. Maffizoli), Faustin Calcinardi (FC-C – triennio 1767-69, prodotta nella cartiera diretta dal cartaio Calappi), e Valentino Galvani di Pordenone (VG – triennio 1770-72, solo duplicato del basso), fonte databile 1767-70 ca.];
    16. Hofmann, L., sinfonia in G-Dur – KimH. ?, Mus. D.183;
    17. Miça, F. A., sinfonia in F-Dur – ?, Mus. D.601 (la fonte della sinfonia oggi presso il Národní Muzeum di Praga, proveniente dal castello di Frydlant dei conti Clam Gallas, fu attribuita a F. A. Miça, poi a J. K. Vanhal, infine ritornò al primo compositore);
    18. Ordonez, C. von, sinfonia in C-Dur – BroO I:C5, Mus. D.280 A. P. Brown, Carlo d’Ordonez, 1734-1786: a thematic catalog, op. cit., p. 28, segnala solo un’altra fonte, locale, proveniente dall’archivio del monastero di Osek – CZ-Pnm XXXIII-E-78);
    19. Ordonez, C. von, sinfonia in C-Dur – BroO I:C8, Mus. D.279;
    20. Ordonez, C. von, sinfonia in C-Dur – BroO I:C10, Mus. D.289 (il frontespizio della fonte è stato tranciato nella parte superiore);
    21. Ordonez, C. von, sinfonia in C-Dur – BroO I:C12, Mus. D.603;
    22. Ordonez, C. von, sinfonia in D-Dur – BroO I:D5, Mus. D.292 (A. P. Brown, Carlo d’Ordonez, 1734-1786: a thematic catalog, op. cit., p. 29, la segnala come la sola esistente);
    23. Ordonez, C. von, sinfonia in D-Dur – BroO I:D9, Mus. D.284 ( A. P. Brown ,Carlo d’Ordonez, 1734-1786: a thematic catalog, op. cit., p. 42, segnala solo un’altra fonte, locale, proveniente dall’archivio del monastero di Osek – CZ-Pnm XXXII-A-562);
    24. Ordonez, C. von, sinfonia in Eb-Dur – BroO I: Eb5, Mus. D.287;
    25. Ordonez, C. von, sinfonia in F-Dur – BroO I:F1, Mus. D.291 (A. P. Brown, Carlo d’Ordonez, 1734-1786: a thematic catalog, op. cit., p. 48, segnala l’esistenza di altre due fonti, una locale, proveniente dall’archivio del monastero di Osek – CZ-Pnm XXXII-A-557 – l’altra copiata dai copisti della bottega del gruppo B (I-Gil SS.A.1.12-H.7). Detta fonte italiana potrebbe, allo stato delle cose, potrebbe solo essere stata realizzata a Venezia, una prima conferma all’ipotesi formulata dall’autore che anche la bottega del gruppo B sia sita nell’Italia settentrionale).
    26. Ordonez, C. von, sinfonia in F-Dur – BroO I:F2, Mus. D.290 (unica fonte copiata dai copisti del gruppo A. A. P. Brown, Carlo d’Ordonez, 1734-1786: a thematic catalog, op. cit., p. 48, include anche la fonte proveniente dall’archivio del castello di Doksy – CZ-Pnm XXXIV-B-182 – ma l’esame diretto lo ha escluso);
    27. Ordonez, C. von, sinfonia in F-Dur – BroO I:F4, Mus. D.288;
    28. Ordonez, C. von, sinfonia in F-Dur – BroO I:F6, Mus. D.296 (unica fonte copiata dai copisti del gruppo A. A. P. Brown, Carlo d’Ordonez, 1734-1786: a thematic catalog, op. cit., p. 51, include anche la fonte proveniente dall’archivio del castello di Doksy – CZ-Pnm XXXIV-B-174 – ma l’esame diretto lo ha escluso);
    29. Ordonez, C. von, sinfonia in F-Dur – BroO I:F12, Mus. D.286 (unica fonte copiata dai copisti del gruppo A. A. P. Brown, Carlo d’Ordonez, 1734-1786: a thematic catalog, op. cit., p. 55, include anche la fonte proveniente dall’archivio Rajhrad – CZ-Bm A.123.851 – ma sembrerebbe da esclusdere);
    30. Ordonez, C. von, sinfonia in G-Dur – BroO I:G4, Mus. D.283;
    31. Ordonez, C. von, sinfonia in G-Dur – BroO I:G5, Mus. D.282 (A. P. Brown, Carlo d’Ordonez, 1734-1786: a thematic catalog, op. cit., p. 58, segnala anche una fonte  presso il conservatorio di Genova I-Gi (l) copiata dai copisti del gruppo B, anch’essi probabilmente legati al conte G. Durazzo);
    32. Ordonez, C. von, sinfonia in g-moll – BroO I:G8, Mus. D.295 (A. P. Brown, Carlo d’Ordonez, 1734-1786: a thematic catalog, op. cit., p. 60, la segnala come la sola esistente);
    33. Ordonez, C. von, sinfonia in A-Dur – BroO I:A4, Mus. D.281;
    34. Ordonez, C. von, sinfonia in A-Dur – BroO I:A6, Mus. D.293;
    35. Ordonez, C. von, sinfonia in Bb-Dur – BroO I:Bb2, Mus. D.297;
    36. Ordonez, C. von, sinfonia in Bb-Dur – BroO I:Bb3, Mus. D.285;
    37. Ordonez, C. von, sinfonia in Bb-Dur – BroO I:Bb6, Mus. D.294;
    38. Vanhal, J. K., divertimento in C-Dur – WeiV 5a C5, Mus. D.541;
    39. Vanhal, J. K., divertimento in Eb-Dur – WeiV 5a Eb2, Mus. D.538;
    40. Vanhal, J. K., divertimento in E-Dur – WeiV 5a E5, Mus. D.540;
    41. Vanhal, J. K., divertimento in F-Dur – WeiV 5a F1, Mus. D.537;
    42. Vanhal, J. K., divertimento in Bb-Dur – WeiV 5a Bb1, Mus. D.542;
    43. Vanhal, J. K., divertimento in Bb-Dur – WeiV 5a Bb9, Mus. D.539.
    44. Huber, T., sinfonia in D-Dur, Mus. D.206;
    45. Huber, T., sinfonia in e-moll, Mus. D.207;
    46. Huber, T., sinfonia in G-Dur, Mus. D.208;

Tutte le fonti elencate hanno una provenienza elettorale e sono giunte in possesso della biblioteca Estense universitaria di Modena nel 19° secolo. L’analisi codicologica incentrata su carte e grafie consente di datarle tra il 1760 e il 1774, aspetto che rende difficile possano essere appartenute al principe elettore Massimiliano Francesco d’Asburgo (1756-1801). L’assenza di dette composizioni dal regesto notarile del principe Massimiliano Federico di Königsegg Rothenfels, redatto dal notaio di corte Fries, sotto la supervisione dell’organista di corte C. G. Neefe, assicura che non fecero mai parte neanche della collezione del principe elettore responsabile della chiamata di Andrea Luchesi a Bonn. Nel contempo, la presenza nel fondo di fonti sicuramente provenienti da Venezia (le fonti dei quartetti attribuiti a J. Haydn Hob. III:19-24, 25-30 conosciuti come Op. 9 e Op. 17), lecitamente tratte da Luchesi nel 1771, fanno pensare che la musica sinfonica e cameristica contenuta nell’intero fondo (probabilmente anche quella sacra), possa costituire proprio l’archivio personale di Andrea Luchesi capace di restituire la musica composta, ma intestata ad altri, dal “celebre Luchesi della Motta”.

  • Immagine: Frontespizio del concerto per violino e orchestra d’archi di C. d’Ordonez.

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